Missione del blog

Il Biri, il socio più anziano titolare della celebre Agenzia (*), ha l'abitudine, da anni, di annotare i suoi pensieri, le sue osservazioni e gli avvenimenti che gli accadono (anche i meno memorabili) in un taccuino che non mostra a nessuno e del quale è gelosissimo.
Ora, avuto il permesso di visionarlo, l'ho trovato per certi versi interessante (come tutto quello che concerne il Biri) e gli ho chiesto perché non lo pubblicasse in un blog. Impresa disperata: il Biri non sa usare nemmeno il telecomando del televisore, figuriamoci il computer! Impietosito ho deciso di aiutarlo e pertanto ecco qui il blog con le pagine del taccuino del Biri che potrete leggere e commentare ricordando sempre che il sottoscritto non si prende alcuna responsabilità del contenuto essendo il suo contributo solamente quello di una collaborazione tecnica e poco più.


Per saperne di più, leggere il post dal titolo: Ouverture.
R.M.

(*) L'Agenzia di Ascolto e Collaborazione Morale della quale parlerò appronditamente in un prossimo futuro su queste pagine.

Roberto Mulinacci

La sindrome di Polley

giovedì 14 giugno 2012

E' morto da poco l'inventore del telecomando; si chiamava  Eugene Polley e non lo conosceva nessuno. La perdita non è di poco conto; la sua invenzione infatti ha rivoluzionato il modo di fare e di guardare la TV, anzi, si può affermare che ha addirittura "inventato" la televisione moderna. Il telecomando ha reso possibile la coesistenza in un unico televisore di innumerevoli canali televisivi (senza di lui, tre o quattro sarebbero stati sufficienti), ha contribuito alla nascita e allo sviluppo delle televisioni commerciali, ha influenzato i palinsesti e ha dato vita e potere a quel diabolico strumento chiamato Auditel.
Zàppete! un colpo al telecomando e si passa immantinente dalla partita di calcio al talk show; rizzàppete!!, e si passa dal dibattito politico a Miss Italia; zap! (càmbiooo!) zap! (càmbiooo!) zap-zap-zap!!: a non finire. E' stato inventato anche un verbo: to zap (dal quale: zapping), per indicare la funzione con la quale, picchiettando sul telecomando con le dita, si scorrono i canali... e tutto grazie all'invenzione di Polley.
Dato a Polley il dovuto onore devo però annotare un fastidioso effetto collaterale della sua invenzione, un disturbo non raro che può colpire a caso il telespettatore e che va sotto il nome di: Sindrome di Polley. Si tratta di un impulso compulsivo, involontario e irrefrenabile che costringe il colpito da tale male (e al di fuori della sua volontà!) a cambiar canale non appena sullo schermo TV si verifichi una certa condizione. Io ne sono stato, ahimé, colpito appieno;  mi vergogno a dirlo ma nel mio caso la causa scatenante dei sintomi della maledetta sindrome è la comparsa in TV del nostro beneamato Capo dello Stato.
Non so come e perché succeda. Ad esempio: è sera e dopo aver cenato mi accomodo sul divano davanti al televisore. Guardo il Telegiornale tranquillamente rilassato (e niente farebbe presagire un attacco della sindrome) fino a quando improvvisamente lo speaker annuncia: "Il Presidente della Repubblica si è recato oggi in Romania dove non ha mancato di occuparsi delle prospettive europee del nostro Paese. Vi presentiamo il nostro servizio sul suo intervento....." e immediatamente, come ubbidendo ad un ordine non dato da me, ma imposto alla mia mano da una forza e una volontà sconosciuta e aliena, l'indice scatta su un numerello a caso dell'invenzione di Polley e subito mi trovo (ma non vorrei, si badi bene!) a vedere la reclame della tal carta igienica, o a seguire la partita di pallanuoto tra Recco e Posillipo, o dentro un cartone animato o chissadove ma comunque senza possibilità alcuna di poter ascoltare le basilari parole e i fondamentali concetti del nostro beneamato Presidente. 
Succede così; immancabilmente. In qualsiasi occasione (Festa, parata, intervista, presenziazione, discorso ufficiale, ecc. ecc.) ci sia non dico la certezza, ma il semplice rischio che  il Capo dello Stato si materializzi in TV davanti ai miei occhi ecco che... veloce come il fulmine: ZAP!! un attacco proditorio e improvviso della Sindrome e mi trovo (mio malgrado) a dover seguire un altro programma. E' una iattura!
C'è da dire che la sindrome non continua a produrre i suoi effetti per molto: passati dai tre ai quattro minuti (il tempo medio di un intervento in TV del Presidente) riesco a provare a tornare sul canale originario e nella maggior parte dei casi (tutti quelli in cui il Presidente non c'è più) riesco a restarci e a riprendere a seguire il programma che avevo repentinamente interrotto. Se invece per qualche motivo per me oscuro (dato che non riesco mai a sapere, per via della sindrome, cosa deve dire il Presidente) quello si trova ancora là...RI-ZZAPP!!!, l'indice scatta più veloce della luce, il canale cambia e questa volta prima che possa riazzardarmi a tornare indietro passano più di dieci minuti (caso mai Lui ci fosse ancora).
Sono stato a farmi vedere da alcuni specialisti; lo credereste? La sindrome, al momento, è purtroppo assolutamente incurabile. Visto che i colpiti da questo male sono però in costante aumento, c'è da sperare che la ricerca scientifica si attivi a trovare un rimedio ad un disturbo così penoso. Io ci spero: prima o poi si troverà un farmaco capace di impedire l'insorgere di una sindrome così  imbarazzante. "Stai sicuro" mi ha detto un medico mio amico, "ti posso assicurare che, al massimo fra un anno e comunque non oltre le prossime elezioni presidenziali, il tuo problema sarà, in un modo o in un altro, risolto". Sarà vero? Potrò guarire? Resto in fiduciosa attesa; la salute è una cosa seria. 

Orgoglio italiano

sabato 9 giugno 2012

"E’ stato osservato il secondo neutrino trasformista: e’ un risultato record perche’ si tratta di un fenomeno rarissimo che e’ stato osservato per la seconda volta in due anni in Italia, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.....Per la seconda volta una delle particelle piu' piccole e sfuggenti finora note riesce a cambiare identita', trasformandosi da un tipo di neutrino in un altro tipo di neutrino. E’ un risultato atteso da tutto il mondo scientifico perche’ questa conferma apre le porte alla fisica del futuro".  
(Fonte: ANSA 6 Giugno 2012) http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/fisica/2012/06/06/Osservato-secondo-neutrino-trasformista-_6989928.html)


Sì, sì, c'è poco da ridere! A dispetto e onta di coloro che avevano ironizzato anche pesantemente su quel valoroso (se pur sfortunato) team di scienziati che or non è più di qualche mese fa aveva diffuso la notizia, dimostratasi poi fasulla, del neutrino molisano che correva più veloce della luce, ecco che lo stesso team scientifico (tutto italiano: lo si sappia!) ha pubblicato la notizia di una clamorosa scoperta, frutto esclusivo della ricerca nostrana, che non ha mancato di suscitare subbuglio negli ambienti scientifici internazionali oltre a generare plausi e riconoscimenti unanimi nei confronti di quegli scienziati (o forse: eroi?) che, lungi dall'abbattersi di fronte ai pochi insuccessi, con tali scoperte riescono lavorando in silenzio e pur tra mille difficoltà a tenere orgogliosamente alta la bandiera dell'eccellenza scientifica nazionale.
Come tutti sanno il team di scienziati italiani che svolge le sue ricerche nei laboratori del Gran Sasso si è da tempo distinto per la sua attività specializzata nello studio dei comportamenti dei neutrini.
A tale proposito giova osservare che, benché smentito da successive verifiche, anche il famigerato esperimento del neutrino "più veloce della luce", (vedi al riguardo alcuni articoli in questo stesso blog) più che un fallimento poteva esser considerato un successo parziale, come ben puntualizzato dal Responsabile dell'Istituto Nazionale delle Ricerche Nucleari che, in conferenza stampa, chiamato ad esprimersi sul caso aveva dichiarato: "Forse non sarà andato veloce più della luce, ma posso assicurarvi che il nostro Triny (il neutrino in questione) non è di certo lento; anzi, sulla breve distanza può dar dei punti a tutti i neutrini d'Oltr'Alpe!" rintuzzando così le maligne insinuazioni dei nostri "cugini" francesi, sempre pronti, come si sa, a darci addosso ad ogni se pur minima occasione.
C'è semmai da lagnarsi che una notizia di tale portata sia passata quasi sotto traccia nei media nazionali, forse timorosi che potesse essere smentita... Errore! La notizia è vera, verissima, e bene ha fatto il Televideo RAI a darne pieno conto, la scorsa settimana, riportando il comunicato ANSA che citiamo in apertura di questo post.
Il fatto è noto. Un ricercatore del Gran Sasso (che ha voluto restare anonimo dichiarando: "Non su me solo, ma sull'intero team scientifico e sulla Nazione intera, ricada il merito!") che da tempo teneva d'occhio giorno e notte una colonia di neutrini di tipo "MU", aveva notato una loro specifica particolarità: se fissati intensamente, essi oscillavano. Ora, che un neutrino oscilli, specie se osservato intensamente, (e di giorno e di notte perdipiù) non fa specie. Chiunque al suo posto (del neutrino, voglio dire) essendo osservato per un certo tempo, si innervosirebbe; io, lo farei. Figuriamoci poi ad esser osservato continuamente, addirittura di giorno e di notte! Oscillazioni a raffica, oscillazioni a go-go, maxi-oscillazioni: garantito. Ma figuratevi come è rimasto il nostro ricercatore quando ha potuto constatare che uno di questi neutrini (tutti come detto della specie "MU") dopo una serie di frenetiche oscillazioni: "Oplà!", si è tramutato in un lampo in un neutrino della specie "TAU" (Non ci credete? O leggete l'ANSA). Lì per lì il ricercatore ci è rimasto di stucco; non poteva credere ai suoi occhi. Aveva avuto un abbaglio? Era una specie di allucinazione dovuta alla stanchezza di tanti giorni e tante notti passate ad osservare i neutrini? (quelli della specie MU, ovviamente) Così, timoroso di aver preso fischi per fiaschi ha lasciato il laboratorio e, corso a casa, si è subito coricato dopo aver preso due tazzone (grosse tazze) di camomilla ben deciso a ripetere l'esperimento il giorno successivo con la mente sgombra e il corpo ben riposato. Ma il giorno successivo: incredibile! La trasformazione si è ripetuta proprio davanti ai suoi occhi! Nessun dubbio: il neutrino @XCC456Y**1 (chiamato familiarmente dagli scienziati: Lallo) dopo esser stato osservato e riosservato intensamente fino a portarlo al punto di oscillazione più frenetica... zac! un lampo (un lampino), un tonfo (un tonfino), ed eccolo trasformato in un vero e proprio neutrino di tipo TAU. La scoperta aveva dell'incredibile; a nessuno fra le migliaia di scienziati di tutto il mondo che spendono il proprio tempo (e il nostro denaro) ad osservare i neutrini MU, era mai accaduto niente di simile. Alcuni di loro (i più scettici) hanno chiesto di poter partecipare alla prossima osservazione del neutrino in questione; ebbene, anche questa volta nessun dubbio: Lallo ha ripetuto splendidamente la sua performance e, stimolato dal fatto di potersi esibire nella sua specialità di fronte ad un consesso internazionale di scienziati giunti da mezzo mondo per osservarlo, si è tramutato da MU in TAU dopo aver oscillato meno di un minuto.
Qualche scienziato transalpino invidioso e in malafede ha sollevato dei dubbi sulla trasformazione. Ma si era proprio sicuri che Lallo poteva passare dal tipo MU al tipo TAU così facilmente? Ed era proprio un TAU o qualcosa di gli assomigliava? Sorrisetti ironici, scettici..
Il valoroso ricercatore è intervenuto personalmente a fugare i dubbi in una conferenza stampa che ha chiarito ogni fraintendimento: "Ma cari colleghi, volete che dopo tante osservazioni dei neutrini non si sappia discernere un MU da un TAU? Il MU è tendenzialmente malinconico, introverso, ipocondriaco, dedito alla speculazione filosofica di tipo intimista e alla meditazione mentre il TAU, lui, è un compagnone, estroverso, allegro, sempre pronto agli scherzi e alle battute.. e poi basta vedere come porta i capelli un MU e come li porta un TAU, o il modo diverso in cui i due camminano...No, no, Lallo è un vero MU che può diventare un vero TAU a tutti gli effetti. E noi (rivolgendosi ai colleghi dell'Istituto Italiano di Ricerca Nucleare) siamo stati i primi (occhiata strafottente ai francesi) a documentare questa trasformazione".
La vittoria della ricerca italiana è stata quindi accettata e documentata al di là di ogni ragionevole dubbio. Ma...
Ma una muta domanda comincia a farsi largo in alcuni ambienti scientifici d'Oltralpe... Chi è Lallo? E dove si trova Triny? Siamo sicuri che Lallo non sia in realtà quello stesso neutrino che aveva millantato di esser corso dal Molise fino a Ginevra ad una velocità superiore a quella della luce? 
Per adesso i francesi tacciono, ma indagano di nascosto. Sta a vedere (pensano) che, gratta gratta, vien fuori che si tratta proprio di un'altra identità dello stesso neutrino esibizionista. Non sarà che, sempre alla ricerca della popolarità, una volta fallito come sprinter si voglia riciclare in trasformista? E in silenzio indagano... indagano...

Gli strisciati 2

martedì 5 giugno 2012

"Striscia la notizia" come si sa, si definisce "Telegiornale satirico" anche se credo sarebbe più opportuno ridenominarlo "Telegiornale Masochistico Militante". Ho fatto appena in tempo ad occuparmi delle disavventure sopportate dal mite e sempreverde (seppur magagnato) Luca Abete, che ecco irrompere nella classifica degli sfigatissimi striscia-inviati votati al martirio, l'eternamente sbeffeggiato, Gigi Ghione.
Gigi è un ragazzo d'oro e, nonostante sia bravo, competente e, inutile negarlo, quello che si potrebbe definire "un bel ragazzo", viene costantemente preso per i fondelli dallo storico, anche se ormai attempato conduttore di "Striscia", il quale, pensando in questo modo di indurre i telespettatori alle risate più fragorose, non appena sente pronunciare il nome del buon Gigi, si produce in un siparietto sempre uguale (e quindi dovrebbe essere assai poco esilarante) vòlto a raffigurare il Ghione più o meno come un gorilla o uno scimmione selvaggio e senza barlumi di intelligenza. L'altro conduttore dice: "Ed ecco adesso il servizio di Gigi Ghione" e il Greggio immediatamente, atteggiata la faccia ad un ghigno scimmiesco, punta un pugno sul tavolo e con l'altra mano si gratta il sommo della testa emettendo suoni gutturali. A mio scorno devo riconoscere che la gag funziona benissimo, almeno a giudicare dalle risate fragorose e sguaiate che si odono fuoricampo mentre il Greggio si esibisce in questa irresistibile imitazione di Gigi. Saranno vere? Saranno registrate? (le risate) Chissà. Mistero.
Questa volta Ghione, accompagnato come sempre dal fido cameraman, va a chieder conto ad un sedicente medico di certe pratiche assai poco ortodosse. Pur non essendo laureato infatti, questo pretende di visitare le persone alle quali prescrive perfino dei farmaci e delle diete da seguire. Inoltre, se il paziente è di sesso femminile, il Ghione ha documentato (con l'aiuto di una sua amica che si è prestata allo scopo) che il cosiddetto medico, una volta fatta sdraiare la donna sul lettino, approfitta della sua posizione "dottorale" per palparla nelle parti intime e proporle note e varie sconcezze.
Ma dopo averci fatto vedere tutte le scorrettezze e aver documentato tutti i vari reati compiuti dal falso medico, il Ghione, invece di ritirarsi in buon ordine (dopo aver edotto del caso la Polizia affinchè si interessi della questione), non può esimersi (ecco l'errore fatale!) di recarsi dal millantatore a chiedergli conto del suo comportamento, fiducioso che questi, una volta vistosi scoperto dal Gigi, scornato e pentito ammetterà immantinente i suoi reati e promettendo di non voler mai più proseguire in quelle pratiche illecite e illegali, si ritirerà ad espiare la propria colpa in un eremo benedettino e solo dopo aver risarcito congruamente le sue vittime. 
In effetti le cose però, hanno un andamento diverso. Molto diverso. 
Dunque vediamo il Ghione che, microfono in mano, accompagnato dal cameraman, entra nello studio del sedicente dottore e cerca di intervistarlo.
Ghione: "Ma lo sa che lei non è laureato?"
Dottore (si fa per dire): "E tu chi sei?" (cerca di andarsene)
G: (inseguendolo) "Noi abbiamo documentato che lei non è laureato. Lo sa che lei non può visitare?"
D: (subitamente inc...ato) "Vai via, str..zo, ti va a finì male" (cerca di allontanarlo).
G: "E poi lei tocca le donne"
D: (cercando di allentargli un ceffone che Ghione schiva) "Le donne? Quali donne?"
G: "Le donne, le donne. Abbiamo mandato una nostra attrice e abbiamo visto cosa fa alle donne. Lo sa che lei non può fare quelle cose?"
D: (comincia a puntare il Ghione e gli si avventa contro. Ghione retrocede ma non vuole desistere. L'altro gli sferra un cazzottone sul capo che scuote visibilmente l'inviato)
D: "Sei un fetente... (gli dà un pugno).. Schifoso.... (cerca di tirargli un calcione)... Ma chi ti conosce.... (gli tira un portaombrelli di ghisa, mancandolo di poco).

-NdA: Cominciano le risate fuori campo e dureranno sempre più fragorose fino al termine del collegamento-

G: (al cameraman) "Tu riprendi tutto..."
D: (avventandosi su Ghione comincia a fustigarlo con una catenella d'acciaio che teneva a portata di mano per la bisogna) "Macché riprendi,,, macché riprendi... (dà un calcio alla telecamera, danneggiandola).. viè qui.. fetente.. viè qui se hai coraggio.. prendi questo.. toh! e toh! (tira fendenti all'impazzata su Ghione e sul cameraman il quale, colpito duro, comincia a riprendere a caso: alberi... piedi...muri di sguincio.. tutte riprese molto, molto mosse)
G: "Ahi! Ohiohiii! Ma lei lo sa che non è un vero dottore?... Aaaaahhh! Arg! (si rotola a terra dal dolore. Poi si rialza e cerca di schivare i fendenti saltando di qua e di là ma senza allontanarsi) Ohi!.. Lei sta tentando di colpirmi... Aaaah!... Che male!!.. Lo sa che lei non può far ciò?...."
D: (ormai fuori di sé insegue i due frustandoli con la catena d'acciaio. Ghione cade; quello cerca di prenderlo a calci nelle reni. Due calci vanno a buon fine) "Prendi questo, m...da, prendi questo schifoso..., ti levo la pelle... (e giù botte da orbi).
G: (ormai allo stremo, con l'ultimo filo di voce) "Lo sa che lei tocca le donne?.... Ahhhh! Ohi!.. Lo sa che lei non è laureato?...." (al cameraman) "Mi raccomando, riprendi tutto!".
Il cameraman, che ha preso un cazzotto in un occhio e una salaccata sulle dita, riprende quel che càpita; l'energumeno soddisfatto se ne va; Ghione si avvicina alla telecamera...
Ghione (sanguinante e sgarrupato come un Ecce Homo, tutto di sbieco e fuori fuoco per via del cameraman):
"Amici di Striscia avete visto come ci hanno accolto. Da Gigi Ghione arrivederci" (lo portano al Pronto Soccorso).
Greggio: (ridendo a crepapelle mentre le risate registrate aumentano) "E bravo il nostro Ghione!" e ripete la gag del gorilla.

Gli strisciati

lunedì 4 giugno 2012

Da quando "Striscia la notizia", esautorata in nome della "political correctness" del diritto (che sembrava acquisito) di mostrare nell'ora della digestione serale accettabilissime performances di ragazzotte disinibite assai prodighe di vertiginose scollature su infinitesimali minigonne, si è autoconvinta di essere investita della sacra missione di sbugiardare i mentitori, confondere i disonesti, smascherare i truffatori, segnalare gli abusivi, denunciare gli assenteisti e, insomma, correre a destra e a manca affannandosi a mostrare i mille inganni che da ogni parte minacciano il viver tranquillo ed operoso dei pacifici spettatori italiani, ecco, proprio da allora i suoi popolarissimi "inviati", noti fino a qualche anno fa solo per produrre qualche gag più o meno riuscita e divertente ma sempre fondamentalmente innocua e indolore, non fanno più vita.
Essi in effetti si impegnano a fondo per cercar di documentare le nefandezze dei comportamenti di certi personaggi ma, essendo in fin dei conti solo dipendenti di un autodefinitosi "TG satirico" e quindi votati al sorriso, alla battuta, alla risata, alla divertente presa per i fondelli e al fantasioso gioco di parole piuttosto che esperti in certi comportamenti atti a contenere le prevedibili reazioni delle vittime dei loro lazzi, restano sempre loro, le vere "vittime" (e indifese) delle pericolose reazioni dei malviventi smascherati.
Prendiamo l'inviato da Napoli e dintorni. Costui è noto per andare in giro per la Campania vestito di un completino di velluto verde (forte trovata del suo Autore che vuol così richiamare il nome del suo inviato che si chiama Luca Abete -grandi risate in sottofondo-). L'Abete questa volta si è occupato delle inumane condizioni in cui vengono tenuti alcuni malati psichiatrici ospiti di un Istituto napoletano. Luca ci ha fatto vedere un video da lui girato in cui si vedono i degenti costretti a girare nudi per le stanze, obbligati a lavorare subendo, da parte dei loro guardiani, percosse e ogni specie di angheria. Bene, uno pensa, ora di fronte a queste prove inoppugnabili il Luca chiamerà i carabinieri che metteranno fine a questa infamia. Macché! Abete, accompagnato dal fido cameraman, va a parlare di persona con il responsabile della struttura e subito gli chiede conto di quei comportamenti inumani. "Ma chi ti conosce. Vattene via!" sibila l'uomo, poco propenso a dare spiegazioni al questuante in verde. "Ma lo sa che non si può tenere i malati in quelle condizioni?" chiede imperterrito l'inviato. L'uomo fa un cenno ad un tale il quale entra in scena e cerca subito di rifilare un "golino" a Abete (golino: veloce e deciso colpo sferrato al collo della vittima col taglio interno della mano. NdA) il quale, per questa volta, lo schiva. "Accidenti a te!" fa l'uomo cercando di sfuggire a Abete. Ma Abete non demorde e lo insegue: "Lo sa che nella sua struttura si picchiano i ricoverati?" chiede imperterrito. Il Responsabile si gira, sferra un pugno all'Abete che incassa e indietreggia di tre metri (risate in studio, registrate). Abete si riprende, si riavvicina all'uomo che questa volta invece di cercar di fuggire, spalleggiato da alcuni suoi dipendenti comincia a picchiare come un fabbro sulla testa dell'inviato e del suo cameraman. Abete cercando di coprirsi il capo: "Ma lo sa che lei mi sta colpendo?". Probabilmente l'altro lo sa, e bene, perché continua la mattanza sull'inviato di Striscia che cade a terra sotto una grandinata di colpi con il capo tra le mani mentre l'altro urla a squarciagola: "Pezzo di m...a, vattene accidenti a te, str...zo, uomm'em...rda, t'ancido...." e giù botte tremende tra le risate sguaiate del pubblico in studio. "L'avverto, lei mi sta offendendo... lei non può farlo... toh!... ora mi ha dato uno schiaffo. Lo sa che non è possibile? E questo che cos'era? Un cazzotto? Non è ammesso, glielo dico in confidenza. Ahhhh! che calcione! La prego di smetterla... Basta! Ohi ohi! Ma si è accorto che mi sta dando dei colpi?... Le chiedo ufficialmente di desistere dal suo comportamento... Ghhh! Le comunico che le sue mani mi stanno strozzando...lei non può far ciò...". Ma quello e i suoi amici continuano a massacrare il povero Abete e il suo cameraman (che al termine del servizio darà le dimissioni andando, in futuro, a riprendere i matrimoni) finché, stanchi, se ne vanno. Abete si rialza. Ha il capo sanguinante, un occhio nero, zoppica. Il suo cameraman si tiene la testa fra le mani, la telecamera è a pezzi. Abete si riassetta per quel che può e poi: "Cari amici, avete visto che il Direttore dell'Istituto non ci ha voluto dare ascolto. Volevamo dargli questa pigna (una celebre trovata dell'Abete) con su scritto "I pazienti sono umani; li vogliamo tener sani?" ma lui, chissà perché, non ce lo ha permesso. Da Napoli è tutto. Saluti dal vostro: Luca... (la telecamera scende a inquadrargli i piedi) Abete" (la telecamera sale ad inquadrargli il viso, tumefatto). Applausi.

Gradimento

sabato 26 maggio 2012

Devo dire che non capisco il modo vergognoso in cui la RAI tratta il Presidente della Repubblica. Invece di considerarlo per quello che realmente è, e cioè la più prestigiosa carica istituzionale della nostra amata Patria, spesso passano tranquillamente sotto silenzio le sue opere e le sue quotidiane esternazioni oppure ne fanno un cenno fugace o le riassumono drasticamente passando subito, e senza alcun motivo, a dare altre notizie di minore importanza. Ieri, per esempio, c'era da documentare l'importantissimo incontro tra il nostro Presidente e il premier algerino, un evento che tutti gli italiani aspettavano con ansia consapevoli dell'importanza di tale colloqui per il futuro di tutti noi. Ebbene, dopo due o tre minuti in cui sono scorse sullo schermo: le immagini dell'arrivo del premier nordafricano, il saluto col Presidente, i due che si siedono e salutano i fotografi, loro che passano in rivista i corazzieri, loro che passeggiano per i corridoi del Quirinale, il reciproco scambio di doni e un'altra stretta di mano immortalata da decine di flash, giunti al momento del discorso presidenziale che ti fa la RAI? Fa sentire qualche frase ("..l'amicizia e la stima fra i nostri due Paesi, uniti e non divisi da quel mare che deve divenire mezzo di partecipazione solidale e sincera con l'obiettivo non già di racchiudersi in sterili e controproducenti rivendicazioni di anacronistici egoismi ma bensì per aprire ad orizzonti sinergici e cooperanti...") poi sfuma il discorso e dopo averlo riassunto con un commento stringatissimo ("I due Capi di Stato hanno ribadito l'amicizia delle rispettive Nazioni") ecco che passa a parlarci del Festival di Cannes.
La sera poi, anche peggio. Al nostro Presidente la RAI dedica solo pochi minuti e nemmeno un servizio filmato!
E non parliamo dei giorni passati.
Due settimane fa: Napolitano inaugura il Padiglione della Mostra della Lasagna a Parma. E la RAI? Tre minuti gli dedica: tre! Si vede Lui che taglia un nastro, poi che saluta la folla entusiasta e acclamante, poi che ascolta il Sindaco di Parma, poi che cammina tra gli stand, poi che stringe la mano ad un vecchio artigiano (scena commovente!) e finalmente eccolo che sale sul palco per il solito imperdibile discorso. La RAI ce lo farà sentire integralmente questa volta, pensano tutti (almeno quelli come me). E invece? Invece dopo una frase (una frase! una sola frase!) di cui ricordo solo: "..in questa terra che da sempre ha coltivato il rispetto per la tradizione più genuina senza purtuttavia esimersi dal confrontarsi con le moderne istanze ineludibili tendenti a razionalizzare piuttosto che a mortificare i processi produttivi che stanno alla base della trasformazione del..." anche in questo caso la TV sfuma e passa a dirci i risultati del Campionato di Calcio.
Domenica scorsa: incontro con il Presidente del Kazakistan. Servizio della RAI: immagini del Presidente kazako (riconoscibile dall'altezza -1 metro e 50 -, dal colbaccone di pelliccia d'orso e dai grossi baffoni neri voltati all'ingiù) che, sceso dall'aereo, saluta Napolitano con grosse pacche sulla spalla; Napolitano (riconoscibile dagli occhiali neri e dal maxi-neo sulla guancia destra) che gli porge la mano e gliela stringe; i due passano in rivista il picchetto all'aeroporto; bambini con bandierine italo-kazake che porgono fiori ai due Presidenti; i due in macchina tra ali di folla plaudenti; i due passeggiano discorrendo tra di loro; i due Capi di Stato si presentano ai giornalisti; Napolitano inizia a parlare tra i lampi dei fotografi. E eccoci ora al discorso del Presidente (pensieri di tutti i telespettatori: lo sfumeranno? Ce lo faranno sentire tutto?). "Nell'occorrenza più volte sollecitata da entrambe le parti di un incontro tendente a sottolineare gli ineludibili legami storici e culturali che da tempo immemorabile sono parte non trascurabile del patrimonio delle nostre nazioni, voglio riconfermare l'assoluta fedeltà con cui il nostro popolo segue, apprezza e plaude, pur senza venir meno all'imprescindibile necessità di non intervenire nelle questioni..." stop. Basta. La RAI nemmeno questa volta ci fa sentire tutto il discorso del nostro Presidente preferendo farci assistere alla sfilata di moda pret-à-porter di tale Kuto Machigaki! E' inaudito! La RAI è un servizio pubblico o non lo è? Non passa giorno che il Presidente non si rechi qua e là, che non inauguri questo e quello, che non esterni, che non mandi moniti, che non incontri qualcuno, che non presenzi a qualcosa, che non commenti fatti e avvenimenti e la RAI non ce lo fa sentire che a spizzichi e a bocconi?
Ma lo sa, cara Signora RAI cosa vogliono veramente gli italiani? Gli italiani, cara RAI, non vogliono saperne del tempo che farà, di chi ha vinto o perso le elezioni, dei terremoti e degli attentati, dello sport e della musica. Non gliene importa niente nemmeno dei Festival del Cinema (per quel che valgono..), o di "Amici" e men che mai dell'"Isola dei Famosi". Agli italiani interessa solo Napolitano, vogliono conoscere cosa fa, sentire ogni cosa che dice e sentirlo sempre: in ogni telegiornale, in ogni speciale, ad ogni ora, di mattina, di giorno di notte, di sabato e di domenica. Non vogliono sentir parlare di sport, di gossip, di politica, di attualità, di finanze. E non vogliono nemmeno le Estrazioni del Lotto, le Previsioni del Tempo, i Miei Amici a Quattro Zampe, Chi l'ha Visto, La Prova del Cuoco, Nuovi Orizzonti o Affari Tuoi. Vogliono Napolitano. E basta.

Addio sorpresa!

giovedì 17 maggio 2012

Premessa.

Uno fra gli espedienti più usati (ed abusati) dagli scrittori e dagli sceneggiatori (soprattutto) è senza alcun dubbio quel particolare meccanismo narrativo che va sotto il nome di "sorpresa".
Esso consiste nel nascondere allo spettatore del film (o al lettore del libro) una certa quantità di informazioni su un "fatto" (quello che è la causa scatenante dell'azione, quello che fa progredire la storia, quello che è la vera ragion d'essere della narrativa in oggetto) e di presentargliele poi, improvvisamente, senza che alcuna mediazione visuale o deduzione logica possa essere intervenuta, nel frattempo, ad anticipare ciò che rappresenterà, per l'intelligenza di chi assiste o legge, un vero e proprio: "colpo di scena". 
Insomma il lettore, o lo spettatore, di una tale storia si trova in ogni momento a saperne "meno" dei personaggi che la interpretano, con lo scopo, da parte dell'Autore della storia stessa, di sorprenderlo presentandogli una parte della realtà (fittizia ovviamente) che fino a poco prima sarebbe stata considerata assurda, illogica o incredibile. La scoperta improvvisa di una tale "verità" rappresenta per lo spettatore che fino ad allora si è immedesimato nell'ignaro protagonista della storia, un vero e proprio choc intellettivo (spesso rafforzato anche da effetti visuali "a sensazione") che lo costringe a ripensare all'indietro tutto ciò che ha visto e sentito fino a quel momento alla ricerca spasmodica di indizi e prove che possano giustificare logicamente quello che è appena avvenuto.
(Un altro, opposto, meccanismo narrativo specificamente cinematografico è quello della "suspense" in cui lo spettatore ne sa sempre "più" del protagonista e il suo interesse consiste nel seguire gli sforzi che questi compie per risolvere il mistero che lui - lo spettatore - già conosce). 
Esempi classici di film con "sorpresa" (ma sono innumerevoli) sono alcuni mitici film di Hitchcock ("Psico", "La donna che visse due volte"), Clouzot ("I diabolici"), Lang ("L'alibi era perfetto") e i due straordinari recenti film di Shyamalian "Il Sesto Senso" e "The Others", mentre tra i  generi letterari ce ne è appositamente uno, il "giallo", che affida completamente alla sorpresa finale la sua capacità di sedurre i lettori.


Addio sorpresa!


Da quanto ho appena detto emerge chiaramente come nella narrativa a "sorpresa" la cosa più importante, addirittura essenziale, sia che la sorpresa si riveli completamente tale e cioè che lo spettatore del film o il lettore del libro, ignorino per tutto il tempo ciò che sarà spiegato, a loro beneficio, solo alla fine.
A tale scopo in passato alcuni esercenti dei cinema, nei giorni in cui si programmavano film come "I diabolici" o "Psico" esponevano addirittura manifesti minacciosi con scritto "Nessuno sarà ammesso in sala dopo l'inizio del film" o anche "Se volete far loro un piacere non svelate ai vostri amici il finale di questo film". I lettori di libri gialli si chiudevano in casa a leggere le storie di Agatha Christie o di Rex Stout per evitare di venire a sapere, prima della fine del libro, chi fosse l'assassino (c'era sempre un assassino da scoprire). Durante la lettura delle ultime pagine, alcuni si davano malati e, chiusi in bagno per evitare di venire interrotti, leggevano le ultime righe del "giallo" nascondendo col palmo della mano quelle successive affinché l'occhio, cadendo casualmente su di esse, non svelasse con trenta o quaranta parole di anticipo chi fosse il colpevole.
Si poteva ricattare un amico chiedendogli un piacere o un prestito in cambio del silenzio assoluto su chi fosse il colpevole nel film che noi avevamo già visto e che lui si apprestava a vedere; il piacere di un film o di un libro "giallo" era tutto nello choc finale, nella rivelazione improvvisa e inaspettata, nella frustata logica che ribaltando le convinzioni acquisite desse un colpo alle nostre certezze falsamente costruite dal sadico autore e ribaltasse dalle fondamenta la nostra fittizia verità mostrandoci la caducità della realtà immaginata.
Oggi, specie tra i giovani, non è più così.
Loro vogliono sapere, sapere tutto, subito, in anticipo. I giovani odiano aspettare la fine del film, si ribellano a dover leggere tutte le pagine di un libro per sapere "come va a finire". Impossibile aspettarsi che dopo un quarto d'ora dall'inizio del film a "sorpresa" non comincino a chiederti: "Ma chi è stato? E' stata la fidanzata? Il maggiordomo vero?" e così via con sempre nuove supposizioni fino a quando tu, stremato, li accontenti magari indicando loro un falso colpevole, per non bruciare la sorpresa finale, anche se quelli, alla fine, invece di apprezzare la tua delicatezza per non rovinar loro la riuscita del colpo di scena, ce l'hanno con te perché li hai fatti attendere fino al termine per conoscere il nome del colpevole.


I giornali e anche la televisione, si sono adeguati.


Proprio ieri andava in onda l'ultima puntata di uno sceneggiato televisivo il cui soggetto era tutto incentrato sulla morte vera o presunta di un personaggio cruciale. C'erano volute agli Autori ore ed ore di riprese e un accurato studio della sceneggiatura e dei dialoghi per lasciare nel vago qualunque accenno alla sorte del protagonista scomparso durante un volo notturno sul lago e tutta l'Italia si apprestava a seguire con trepidazione l'ultima puntata, quella dove sarebbe stato svelato il mistero.
Ci ha pensato la televisione stessa a toglier gli italiani dalle ambasce. Subito dopo il TG, nell'ora di massimo ascolto ecco la presentatrice che annuncia i programmi serali: "...alle 21 e 15 andrà in onda l'ultima puntata dell'originale televisivo "Una grande famiglia" con il ritorno a casa del protagonista che si credeva morto.....". Cavolo! Che tempismo! 
E' il nuovo corso, bellezza, e non puoi farci niente. Vogliamo certezze, non c'è tempo per le supposizioni, per le ipotesi. Da ora in poi, sarà così. 
Immagino la presentazione, nella rubrica "Spettacoli" di "Repubblica" della nuova puntata di Nero Wolfe: "...e così, il bravo investigatore, riuscirà, dopo un'ora e mezza di indagini a scoprire che l'assassino è il giardiniere filippino il quale aveva compiuto il delitto irrorando con il curaro una rara forma di Orchidea Fluminensis...".
Un libro giallo, tra i personaggi elencati all'inizio:
"Miss Marple..................una signora inglese;
Sir Edmund Gordon.......antiquario
Lady Rosanna................sua moglie
Il maggiordomo...............l'assassino"
La recensione di un nuovo thriller:
"tutti bravi i protagonisti di questo giallo moderno, con una menzione speciale per l'ottimo Mauro Pollersi, bravissimo nella parte dell'amico del marito della vittima che si rivela, alla fine, essere proprio lui l'efferato killer....".
Dicono che la RAI sta già pensando di produrre un film poliziesco intitolato: "L'assassino sono io". Nel manifesto si vedrà il protagonista, rappresentato a grandezza naturale, che con una mano impugna la pistola mentre con l'altra si indica il petto. A scanso di equivoci.